L'”ultima volata” di Sara Piffer raccontata da L’Osservatore Romano. La fede della giovane ciclista tragicamente scomparsa e il perdono della famiglia

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«Anche questa volta hai vinto tu. Hai incantato tutti anche nella tua ultima volata». Si conclude così, con le parole delle compagne di squadra e con un appello a fermare la “strage di ciclisti sulle strade italiane” (13 morti nel solo 2025, 204 nel 2024, 212 nel 2023) l’articolo dedicato da L’Osservatore Romano alla testimonianza di Sara Piffer, la 19enne ciclista di Palù di Giovo travolta e uccisa da un’auto lo scorso 24 gennaio, e della famiglia di lei.

Nel numero del 10 febbraio, il quotidiano della Santa Sede pubblica un articolo a firma di Giampaolo Mattei dal titolo “Perdonando chi ha ucciso Sara“.

Nel pezzo si descrive la particolare fede che animava la giovane promessa del ciclismo e soprattutto l’immediata volontà della famiglia di perdonare l’investitore.

Si riportano le parole, del papà di Sara, Lorenzo, pronunciate nella Messa funebre e nell’Eucarestia di suffragio presieduta a Palù dall’arcivescovo Lauro il 31 gennaio, a una settimana dal tragico incidente: «Quando ho scelto di perdonare – si legge su L’Osservatore – il dolore è stato più leggero. Perché se nel tuo cuore lasci entrare l’odio non c’è più posto per l’amore, se lasci entrare la vendetta non c’è più posto per la carità».  Dal Trentino una esemplare “storia di speranza”, nell’anno giubilare dedicato proprio alla speranza.