Padre Pasolini alla Cattedra del Confronto

“Abbiamo perso il senso dell’attesa”. Padre Pasolini chiude la Cattedra del Confronto con la prospettiva biblica. “I cristiani attendono il ritorno del Signore”

bookmark

Il biblista padre Roberto Pasolini è stato protagonista lunedì 24 marzo al teatro Arcivescovile di Trento del terzo e conclusivo appuntamento della Cattedra del Confronto 2025, proposta dall’Area Cultura della Diocesi di Trento, quest’anno sul tema “Attendere“.

“Abbiamo perso – ha sottolineato Pasolini – il senso dell’attesa. La cultura attuale considera i tempi di attesa un problema, come se le pause, i tempi morti non avessero più alcun valore: tra il desiderio e la soddisfazione deve passare il minor tempo possibile, mentre i tempi di maturazione del nostro desiderio sarebbero tempi fondamentali. Oggi invece tendiamo a bruciarli”.

Icone bibliche dell’attesa

Pasolini, da poco nominato predicatore della Casa Pontificia, era chiamato ad approfondire il “paradosso” dell’attesa, attraverso alcune icone bibliche.

Tra queste l’episodio di Giuseppe venduto dai fratelli e divenuto poi un’autorità nel contesto egiziano.  “Questa storia ci dice che per diventare veramente fratelli bisogna conoscersi, bisogna anche scontrarsi, litigare, devono succedere insomma tante cose e sono tutte cose che ci chiedono la capacità di attendere. Ovvero non mettere un’etichetta all’altra persona, considerare le valutazioni che facciamo dell’altro come valutazioni provvisorie. Abbiamo scoperto tutti nella vita che persone che ci sembravano antipatiche poi magari sono diventate quelle su cui abbiamo fatto più affidamento”.

Ancora, le lamentele del popolo ebraico in fuga dall’Egitto e la nostalgia del tempo della schiavitù: “Ci dice che noi preferiamo rimanere nelle forme di schiavitù, piuttosto che fare la fatica di alzarci e diventare ogni giorno un po’ più uomini e donne. Non abbiamo la pazienza di attendere questo traguardo perché appare molto più faticoso e a noi piace una scorciatoia anche se le scorciatoie sono sempre delle forme di schiavitù”.

L’attesa nello sguardo della fede

“I cristiani – ha sottolineato in un altro passaggio padre Pasolini dando una definizione dei credenti – sono quelli che attendono la ‘parusia’, il giorno in cui il Signore verrà di nuovo ma anche l’affrettano, perché non hanno più paura dell’incontro con il Signore perché hanno visto il suo amore e gli vanno incontro”.  “Mentre siamo in attesa di cose incerte, come tutti, abbiamo la voglia di affrettare il ritorno del Signore e l’ingresso con lui nel Regno di Dio. San Francesco chiama la morte sorella: perché dobbiamo essere in conflitto con l’unica certezza della nostra vita, vale a dire quella di dover morire? Il domani sarà ritorno a casa: alla nostra origine ma anche al nostro destino”.

Sarà possibile rivedere la terza serata della Cattedra venerdì 28 marzo alle ore 20.10 sul canale Youtube della Diocesi (vedi link qui sotto – archivio sempre disponibile) e su Telepace Trento.

Un ampio servizio sarà pubblicato sul prossimo numero di Vita Trentina.